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Oggi è il 29/7/2010 - S. Marta vergine
   
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Quale sviluppo?
   
Un nuovo piano di sviluppo per Castel Volturno
è possibile realizzare uno sviluppo economico partecipato che non sia solo edilizia?


Le ricchezze di tanti per l’interesse di pochi
Il territorio di Castel Volturno negli ultimi cinquanta anni ha visto il proliferare dell’abusivismo edilizio, lo sfruttamento del territorio, l’assenza di servizi adeguati ad una popolazione cresciuta di oltre il 400% per l’arrivo di immigrati, italiani e stranieri.
Qui, a partire dagli anni sessanta, è stato realizzato il più grande abuso edilizio d’Italia: il “Villaggio Coppola  - Pinetamare”. Sono stati edificati ristoranti,  bar,  villette, palazzi,  palazzine,  palazzoni e  grattacieli,  alberghi,  tabaccherie, una chiesa, una scuola, un ambulatorio, un cinema, un centro congressi, un silos per i parcheggi, una caserma dei carabinieri. Più della metà del villaggio è stato abusivamente edificato su terreni del demanio statale o di quello comunale (cioè di tutti); il resto su suoli privati, ma comunque senza concessioni o con concessioni illegittime. Ma non è l’unico caso di speculazione: molti altri a Castelvolturno hanno visto negli anni ‘70 e ‘80 nello sviluppo turistico legato alla villeggiatura di massa una grande opportunità. Chi possedeva un terreno non si faceva scrupoli a metterli in vendita per edificare villette e palazzine mentre il terreno sprofondava a causa degli scavi alla ricerca di sabbia. Anche la camorra si è interessata a questo proliferare di attività edilizia, fornendo cemento, ferro, legno e manodopera.

Un nuovo inizio o un modo più “accettabile” di sfruttare un territorio già martoriato?
Le complesse vicende politiche, amministrative e giudiziarie che hanno seguito negli anni questi eventi hanno avuto un punto di svolta tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio del nuovo millennio. L’abbattimento delle Torri, l’accordo di programma e la restituzione dei terreni da parte dei Coppola allo Stato sembrano aver aperto un nuovo capitolo della storia urbanistica di Castel Volturno. All’arroganza degli imprenditori e all’incapacità di fermare l’abusivismo da parte delle Amministrazioni, o alla loro mancanza di volontà se non alla connivenza, si è sostituito un accordo fra il pubblico e il privato per la gestione del territorio.
Il 1 agosto 2003 la Regione Campania, l’amministrazione provinciale di Caserta, i comuni di Castel Volturno e Villa Literno e le societa` « Consorzio Rinascita S.r.l., e Fontana Blu S.p.A. », hanno firmato un accordo di programma, per un piano di riqualificazione per il risanamento eco-ambientale e il rilancio socioeconomico per la localita` « Pineta Mare » di Castelvolturno ed aree attigue; i punti principali dell’accordo riguardano:

1.    Ampilamento della clinica ”Pineta Grande”;
2.    Parco territoriale “La Piana”;
3.    Recupero casa albergo per anziani con campo da golf 18 buche e il suo ampliamento;
4.    Ampliamento “Holiday Inn”;
5.    Albergo lineare;
6.    Area Porto Turistico; (ampliamento del porto da duecento a milleduecento barche)
7.    Centro di eccellenza-Azienda ospedaliera di rilievo nazionale;
8.    Area “Il Gabbiano”;
9.    Riqualificazione funzionale ex cinema “Acacie” in Centro artigianale;
10.    Ampliamento della “Pinetina”;
11.    Parco tecnologico per attività terziarie e resort per il tempo libero.

Questo accordo prevede grandi investimenti. L’arrivo di ingenti somme di denaro hanno fatto sorgere la preoccupazione di infiltrazioni camorristiche per la gestione degli appalti. L’allarme è stato lanciato da più parti e in diverse sedi istituzionali, anche con diverse interrogazioni, in Senato e alla Camera. Negli ultimi mesi si è riunito il Collegio di Vigilanza per l'attuazione dell'Accordo di Programma per la Riqualificazione del Litorale Domizio per verificare l’andamento dei lavori… c’è molto ancora da fare.

La nostra richiesta: uno sviluppo inclusivo
Uno sviluppo più condiviso che oltre alle grandi opere guardi al tessuto economico locale è una sfida che andrebbe intrapresa. La rete delle attività economiche è molto complessa e spesso le attività sono realizzate in condizioni di illegalità diffusa: mancanza di autorizzazioni, licenze, rispetto delle norme sanitarie. La presenza dei militari negli ultimi mesi ha messo in difficoltà quest’economia sommersa, dai grandi cantieri al piccolo lavoratore autonomo, quali il fabbro e l’imbianchino. Un impegno concreto della politica e delle istituzioni dovrebbe essere quello di convincere la popolazione che un’economia regolare sia l’unica possibilità di uno sviluppo senza sotterfugi.
La crisi del turismo non è dovuta alla presenza degli immigrati, ma alla mancanza di servizi, il mare inquinato e le strutture ricettive non tutte adeguate.
La presenza degli immigrati ha un forte impatto economico sul territorio: il loro sfruttamento nel mercato del lavoro e l’incidenza nei consumi (acquisto di beni e pagamento degli affitti ad esempio).
Gli investimenti che si stanno realizzando sul territorio e che si realizzeranno in futuro hanno bisogno della manodopera  e  uomini disponibili a lavorare, che vivono in questo territorio, ci sono.
Tutto quello che è accaduto e che accade a Castel Volturno riguarda uomini e donne, imprenditori piccoli e grandi, politici, giudici, italiani e stranieri noti a tutti o perfettamente sconosciuti. Chi in questi anni ha voluto sapere e chi ha messo la testa sotto quella poca sabbia delle dune che è rimasta oggi ha il dovere di partecipare in prima persona alla rinascita di Castel Volturno.
Per rendere Castel Volturno un luogo dove legalità e accoglienza siano esperienze concrete

•    Combattiamo la Camorra
•    Combattiamo il Razzismo
•    Combattiamo lo Sfruttamento
•    Consentiamo ai cittadini italiani e stranieri che vivono a Castel Volturno di liberarsi dal giogo della camorra e della illegalità
•    Consentiamo ai tanti immigrati che vivono a Castel Volturno di lavorare con contratti regolari

 

 
 
 
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